mercoledì 9 novembre 2011

Crisi finanziaria 2011 - Testa-spalle ribassista? (sconfessato nel 2013...)


Stralcio tratto da un recente articolo di NientePerScontato, prologo per comprendere il fine di quest'analisi:
"...Non credere che eventi politici o naturali muovano i mercati, questa è solo un'illusione mediatica: sono, al contrario, praticamente ininfluenti sui cicli finanziari.
Per questo motivo, in virtù della loro dettagliata storicità e precisione, personalmente li uso come un grosso orologione svizzero: se il nostro mondo in questi secoli è così indissolubilmente in simbiosi con la finanza, posso ritenere che quando le lancette dei mercati segneranno la mezzanotte, sarà, finalmente, l'inizio di una nuova giornata per l'umanità tutta..."
Ma siccome ritengo che i fenomeni si muovano analogicamente su diversi piani di esistenza, secondo cicli regolari e frattali di dimensioni cosmiche fino alle microscopiche, in realtà che la società sia più o meno legata alla finanza è poco importante... finchè ci saranno dati finanziari così precisi, potranno essere sempre usati come proiezione matematica dei fenomeni sociali, e non solo.


Aggiornamento 05-09-2017, giochiamo a fare i veggenti: previsione passo a passo per il MIB da qui al 2023 

L'indice MIB è uscito dal laterale e oggi è intorno ai 21700 punti, salendo gradualmente facendo finta di non salire. In realtà ha una rara forza relativa rispetto agli altri indici europei.
Mercati americani sempre sui massimi storici: DOW JONES a 22.000 punti e NASDAQ100 ha rotto i 6000!
Venti di guerra con la Corea del Nord (2 giorni fa un test nucleare a fusione di idrogeno in Corea...) e instabilità politica americana con Trump: questi eventi non sfiorano i mercati che mantengono una volatilità estremamente bassa.
In questi giorni fino a metà settembre mi sto aspettando un piccolo ritracciamento come previsto dai cicli indicati nel precedente aggiornamento, per poi ripartire subito.

Oggi però ho voluto strafare: ho fatto uno studio ciclico sul MIB estremamente dettagliato che implica una previsione dei movimenti da oggi fino al 2023.
Ho usato diversi strumenti, alla base i cicli con magnitudine più grande, ma devo confessare una cosa: c'è dentro molto molto istinto. Ormai sono 20 anni che sono immerso nei grafici e l'andamento a onde dei prezzi mi è entrato nel corpo.
Se quindi questa cosa che sto facendo appare qualcosa di azzardato e "non scientifico", bisogna pensare al cuoco che conosce gli ingredienti e le proporzioni della ricetta, ma per farne uscire qualcosa di straordinario ci mette arte, esperienza e istinto.
Poi invece andrà in modo del tutto diverso, ma poco importa: questo luogo è una sorta di diario personale fine a se stesso.

Allora abbiamo alcuni periodi caldi con intreccio di prezzi notevoli. Poichè ho usato un frame mensile estremamente largo, i valori sono misurati a spanne, ma danno indicazioni importanti per seguire nel tempo l'andamento reale.

- Maggio 2018: indice a 24.000, e probabilmente ci arriverà anche prima ma, indugiando, da quel mese inizierà a ritracciare verso area 20.000 - 21.000. Da lì rimbalzerà molto deciso verso 30.000.
- Agosto 2018: indice a 30.500 con uno spike. Inizia la caduta.
- Estate 2021: Fine della ripida caduta fino ancora a 20.000. Lo avrei fatto fermare più volentieri sui 24.000 per confermare il testa-spalle, ma i cicli sono estremamente coordinati al ribasso e mi danno l'impressione di avere una forza maggiore. Spike violento e ripartenza in tromba.
- Luglio 2022: cicli sincronizzati al rialzo che spingono con un primo picco a 35.000, con pullback successivo sul 50% di fibonacci.
- Ottobre 2023: secondo picco in area 43.500 punti.

Da notare che, se le cose andranno così, ciò che è stato perso in un solo anno e mezzo nel 2008, sarebbe recuperato in ben 15 anni.
In prossimità dei punti di inversione, quali saranno gli eventi sociali che verranno attratti e vi si posizioneranno? Questo lo scopriremo solo vivendo.



Aggiornamento 10-07-2017, un laterale di 3 mesi che sta per terminare e grandi opportunità per chi investe denaro

A giugno 2015 ho disegnato una curva che prevedeva una grande onda di crescita per i mercati europei (obiettivo 36000 punti e oltre).
Siamo ancora al principio di questo "cavallone", ma sembra ormai palese l'aderenza dei fatti al modello.



Oggi a 21100 punti, primo obiettivo per il MIB 24000 punti (ormai vicini).
Nonostante alcuni si stiano aspettano un crash sui mercati americani, in realtà anche Wall Street è ha cavallo dei suoi macro cicli crescenti e non avrà nessuna occasione per scendere (oggi a 21400 punti).

Restando sul mercato italiano, dall'ultimo aggiornamento di aprile abbiamo avuto un'estenuante fase laterale di 3 mesi, ormai in esaurimento, che ha rappresentato una fase di ritracciamento in un mercato fortemente rialzista.
Il 3 luglio sarebbe infatti partito un ciclo a 75 giorni (di calendario) che chiuderebbe intorno al 15 settembre e che avrà l'energia sufficiente a fare uscire i prezzi dallo stallo.



Aggiornamento 25-04-2017, elezioni francesi alle spalle: pretesto per compiere il proprio destino

Con un po' di laterale intorno ai 19000 e una "bear trap" finale di un migliaio di punti, l'indice italiano ha preparato il salto che rompe gli argini alla prosecuzione dell'onda fino al primo obiettivo 24000.
Il salto è stato fatto il giorno successivo delle elezioni con un poderoso gap che ha portato il future dai 19300 punti ai 20300 in una seduta, e in 2 giorni già mostra di puntare i 21000.
Post-it per gli orsi caduti in trappola: bisogna essere disposti a sopportare la volatilità nel breve.


Aggiornamento 07-02-2017, la velocità degli eventi sta ribaltando la narrazione storica, in tutti i campi. Caduta della moneta unica vicina?

Trump, Brexit, referendum italiano, e successivamente elezioni francesi e tedesche.
I nazionalismi prendono forza e la narrazione di un'Europa che è di fatto un travestimento della Germania adottato per manipolare i mercati, esce rapidamente dal campo del "complottismo" ed entra nei media mainstream.
È davvero quello che sta accadendo, in modo prepotente dopo che Trump ha dichiarato pubblicamente di volere ostacolare la Germania in questo comportamento distruttivo (per l'Europa ma anche per l'economia mondiale).
Le opinioni popolari su economia, immigrazione, politica estera hanno improvvisamente subito una tangibile inversione di polarizzazione. La rapidità dell'inversione mi stupisce.
Si parla sempre di più di uscita dall'Euro, anche in TV, da parte di Italia e Francia: se ne discute, tanto che la stessa Angela Merkel ha poche ore fa proposto un Euro "a due velocità" e Mediobanca ha pubblicato un rapporto (comunque con una copertura mediatica ridicola) che ritiene l'uscita dalla moneta unica una strategia vantaggiosa per l'Italia.
Come dice Bagnai in questi giorni, "passerò il 2017 a dire Ve l'avevo detto".

In questo resoconto storiografico avviato nel 2011, ho spesso sospettato (cercando un po' di indovinare) che la chiusura del ciclo a 6 anni nel 2015, con il rispettivo crollo vertiginoso, sarebbe stata accompagnata da eventi politici importanti...e ho scommesso esplicitamente più volte, a partire da maggio 2012, poi a maggio 2014 e ancora nel 2015 (sull'onda della crisi greca), che sarebbe stato il suicidio della moneta unica europea (EURO) l'epifania di questo importante momento.

Nel 2014:
"...mi sorge un sospetto: come potrebbero i listini meridionali, in una tale condizione di dissanguamento e austerità, raddoppiare il loro valore come ipotizzato nell'aggiornamento del 28 maggio 2013? (Per il MIB, dopo i 23.000 l'ambizione va all'area 30/33.000, e oltre fino ai 40.000).
1) Non sarà che siamo molto più vicini del prevedibile al collasso dell' Euro? "

Perchè ricordo che, in questo studio, osservo i movimenti dei mercati per interpretare e prevedere, analogicamente, gli eventi geopolitici e sociali.
Ritenevo insomma che lo scioglimento al sole della moneta unica avrebbe accompagnato analogicamente il repentino e definitivo tonfo dei mercati, a cui sarebbe seguito nell'immediato un poderoso rimbalzo rialzista di lungo.
E invece no. Il ciclo a 6 anni ha chiuso senza grande rumore (il macro-ciclo di Halley sostiene i corsi) e ora i mercati del sud sono pronti a uscire violentemente dalla depressione.
Sì perchè l'America continua a macinare record (oggi il Dow ha chiuso sopra i 20.000 punti), il DAX si avvicina ai massimi, ma i mercati del sud come il MIB restano al palo. Tuttavia è un palo su cui è montata una fionda.
Se il crollo dell'Euro non è stato l'evento di chiusura ciclo (2015), gli eventi di questo inizio 2017 sembrano dipingerlo come quel fatto realisticamente imminente che potrebbe mettere benzina all'onda 3 (Elliott) che porterà l'indice italiano al primo obiettivo in area 30.000 (oggi 18.500).
Ma se non sarà l'Euro, non c'è comunque nessun dubbio: i prossimi anni (almeno fino al 2019) saranno fortemente rialzisti (grafici dei cicli nell'aggiornamento di settembre 2016).


Aggiornamento 10-01-2017, i mercati seguono i cicli e non badano alle sorprese politiche

Un rapido aggiornamento che sarà approfondito successivamente.
Tre eventi notevoli nel 2016 hanno preso in contropiede le aspettative popolari e quelle dei mercati: la BREXIT (decisione del popolo britannico di uscire dall'Unione Europea), l'elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti e, in casa nostra, la respinta della riforma costituzionale voluta dal governo Renzi e relativa caduta di governo.
È molto interessante notare come tali eventi non abbiano minimamente cambiato la direzione ciclica, piuttosto si sono configurati come dei perni intorno ai quali fare ruotare i prezzi, dei "cancelletti di partenza", o dei "tappi liberati" per ripristinare il riequilibrio ciclico.

Conscio del fatto che l'evento in sé non influenzi il "destino" del mercato, mi piace giocare a osservare questo fenomeno che fa pesante attrito con le campane mediatiche:

"La BREXIT sarà un disastro per l'economia e i mercati del Regno Unito"


"L'elezione di Trump sarà un disastro per l'economia americana"

"Se non passa la riforma della Costituzione, per 30 anni l'Italia resterà al palo"

Non si può nemmeno dire "i prezzi avevano già scontato tutto", visto che le probabilità davano in vantaggio i risultati opposti.
Farò una analisi più approfondita più in là, ma possiamo certo dire che per il sud Europa la grande onda (Big Wednesday) che era già nei grafici da anni ma che aspettiamo concretamente da metà 2015, dopo un estenuante laterale pare finalmente partita.



Aggiornamento 07-09-2016, mercati americani galoppano su Halley, Europa in attesa

Il nostro orologione Dow Jones continua la sua corsa cavalcando il grande macro-ciclo partito a marzo 2009, al quale si somma il nuovo ciclo a 6 anni partito ad agosto 2015 (da vedere se resterà di questa dimensione).
In ogni caso i mercati hanno il turbo e continuano a macinare record storici (oggi il DOW è intorno ai 18500).


Europa inchiodata in una palude deflattiva, con sproporzioni interne nelle bilance commerciali causate da una cambio valutario bloccato chiamato €.
La Germania ha giusto annunciato ieri un surplus dell'8,9% sul pil in continua crescita da un decennio, quando un saldo corrente costantemente superiore al 6% viene considerato un rischio per la stabilità di tutto il continente. La Germania è oltre questo limite da OTTO anni.

Londra dopo Brexit 2016
Fin dall'inizio mi aspettavo che i mercati europei seguissero il ciclo americano, ma pare invece che abbiano proprio un altro andamento.
Forse lo seguirà la Gran Bretagna che, specialmente dopo l'annuncio dell'uscita dall' Eurozona, sta riprendendo a crescere fortemente.

In ogni caso pare proprio che i mercati europei stiano preparando il salto di cui ho parlato nei mesi scorsi.
Guardiamo l'Italia: di una debolezza estenuante, sta finendo di disegnare l'ipotetico testa-spalle rialzista, con una forza relativa in crescita e soprattutto in forte divergenza.

L'estate scorsa questa era la previsione:

Avevo posto l'obiettivo a ribasso circa a 18000, ma ha rotto il supporto con decisione, fermandosi a 15000 per poi stazionare in laterale intorno ai 17000.




Oggi siamo nella condizione prevista, e pare che l'onda del "Big Wednesday" sia in procinto di alzarsi (forza relativa divergente).
Obiettivo di lungo 36000 punti.
Tutta la liquidità delle banche centrali non potrà finire nei soli mercati americani.

Se torniamo a vederla da un punto di vista ciclico-analogico, il Dow Jones è solo all'inizio di una nuova era dorata.
A questo punto l'Europa potrebbe esserne trainata come ha fatto negli anni passati, ma viste le recenti e profonde divergenze, non lo darei più per scontato. Se troverò lo spunto, proverò a fare un analisi ciclica dei mercati del sud Europa.



Aggiornamento 26-06-2016, la Gran Bretagna vota per uscire dall'Unione Europea

Ci siamo, un altro evento geo-politico molto significativo si presenta nel cono di fine/inizio ciclo: la Gran Bretagna ha deciso di uscire dall'Unione Europea.
Il grande ciclo di Halley sul Dow Jones, che infonde il suo poderoso influsso trainando verso l'alto i cicli minori, e il ciclo a 6 anni che ha chiuso ad agosto 2015, sostengono il destino dei mercati americani.
Destino un po' più turbolento per quelli europei, che non riescono a mantenere lo stesso tono.
A fine gennaio dicevamo di prepararci ad una colossale trasformazione geopolitica che avrebbe caratterizzato il nuovo macro ciclo in cui ci troviamo, identificando l'innesco fattuale nelle sorti del petrolio e ora in ciò che sta per diventare evidente: la crisi politica dell'Unione Europea.
Venerdì 24 è stato un giorno scioccante per i mercati, i quali alla vigilia davano per scontato il risultato del referendum britannico, rimanendo scottati da un risveglio inatteso.
Dow Jones volatile come non lo si ricordava da tempo, con una chiusura giornaliera a -3,73%, EuroStoxx a -10% e Mib a -12%.
I numeri sono certamente spaventosi ma, in realtà, data la fiducia mostrata nei giorni precedenti, i livelli non sono lontani da quelli della settimana prima.

Rispetto alle previsioni di gennaio, il Mib ha forato più volte il livello di 18000, toccando ripetutamente i 16000. Ciò significa che è probabile che i 14500, come anche i 12000 siano obiettivi non tanto improbabili.
Nel caso il pavimento si trovasse intorno ai 15000 si tratterebbe ancora di un testa-spalle rialzista, nel caso dei 12000 si tratterebbe di un triplo minimo.
In termini di tempo i mercati europei dovrebbero trovare questo minimo tra fine luglio e agosto prossimi.

Aggiornamento 21-01-2016, la profezia di "fine del mondo" si avvera (?)

Siamo arrivati alla resa dei conti: il ciclo a 6 anni che abbiamo seguito da vicino fin dal 2011 è effettivamente giunto al termine, e si sente!
Questo ciclo mi aveva fatto credere che tra fine 2015 e inizio 2016 ci sarebbe stata la "fine del mondo" per come lo conosciamo.
Poi nel 2013 ho scovato quello che ho chiamato il "grande ciclo di Halley" di 76 anni, il quale rimanda la "fine del mondo" al 2084.
Tuttavia il ciclo a 6 anni, tecnicamente chiuso ad agosto, è ancora presente e molto forte (probabilmente un'onda 2 di elliott), infatti in questi giorni ne vediamo le conseguenze che non sono proprio da "fine del mondo", ma si sta preparando una colossale trasformazione geopolitica in sincronismo con la partenza dei nuovi cicli.

Prima di tutto: il petrolio.
Nel 2014 dicevo "Per il petrolio, grande protagonista in questi giorni, al 31 dicembre DEVE chiudere a 58$ (oggi 54$). Se chiude sotto quel livello rischia di cadere a 42$ e poi fino a 26$, il che inasprirebbe molto gravemente la guerra tra le fazioni Russia/Cina e USA/Europa."
Ecco, ci siamo: oggi il petrolio è a 28$ e non vedrà un sostegno decente almeno fino ai 20$, se non addirittura 12$.


Dal precedente aggiornamento: "A quel punto estrarre acqua dalla coca cola potrebbe essere più conveniente che estrarre petrolio dal suolo, e potremmo assistere a una interessante corsa al fallimento e all'abbandono degli investimenti nell'energia fossile e, forse, a conseguenti smottamenti geo-politici."
Sotto i 30$ il petrolio diventa difficile da estrarre per molti produttori, i quali dovranno abbandonare il mercato.
Il mondo si sta trasformando completamente: l'elemento intorno al quale la nostra civiltà ha fatto guerre e prosperato per un secolo intero, sta morendo. 
Questa è probabilmente la fine del nostro mondo e l'inizio di qualcosa di completamente nuovo.
Reggersi agli appositi sostegni.

Secondo: l'Euro e la Cina
Sono anni che aspettiamo la parità di Euro e Dollaro, e ci manca poco.
L'Euro, dopo aver perso in un anno improvvisamente il 30%, fluttua intorno a 1,08
La Cina affonda, nonostante le leggi anti crisi, perchè non è in grado di sostenere una crescita insostenibile. Mercati azionari a quasi -40% in 9 mesi.

Terzo: i mercati finanziari europei
L'anno scorso, appena Draghi sparò il "cannone" della sua banca centrale, dicevo "L'Europa, che ha appena fatto sfoggio del suo bel "cannone" Quantitative Easing, crollando dimostrerà che, per quanto si facciano trucchi magici a sostegno, i cicli naturali hanno il loro ritmo inesorabile."
In effetti, nonostante la grande iniezione di liquidità che teoricamente dovrebbe drogare i mercati, il ciclo a 6 anni si mostra oggi in tutta la sua possanza, affondando la finanza mondiale.
Lo scorso agosto dicevo: "considero quindi partita con oggi la spalla ribassista destra che sarà violenta, con la freccia rossa che seguirà la caduta del Dow Jones e potrebbe arrestarsi intorno ai 18000 punti, per poi ripartire nel 2016 / 2017."
Proprio oggi siamo a 18000 punti: se il ciclo di Halley è forte come immagino, sorreggerà i mercati da questo livello, altrimenti possiamo aspettarci uno scioccante scivolone fino ai 12000.


Se i 18000 punti reggono come supporto, il ritorno a 24000 sarebbe rapido; ma ancora più rapida sarà l'ascesa fino all'obiettivo di 36000 punti (come minimo).


Aggiornamento 30-09-2015, uno sguardo rapido al petrolio

Il petrolio da qualche mese fa parlare di sè, per il crollo che lo ha portato rapidamente da 110$ agli odierni 45$.
Sta ora indugiando su questi livelli, e il motivo è chiaro: o la va o la spacca.


A gennaio segnalavo i supporti 38$, 32$ e 26$: il primo lo ha toccato ad agosto, dal quale ha compiuto un piccolo rimbalzo ancora in essere.
Se la linea rossa crescente sarà un supporto valido è ancora presto per dirlo.
Di certo, se sarà rotta con decisione, è probabile che i 32 e i 26 saranno solo tappe intermedie per l'area 12$.
A quel punto estrarre acqua dalla coca cola potrebbe essere più conveniente che estrarre petrolio dal suolo, e potremmo assistere a una interessante corsa al fallimento e all'abbandono degli investimenti nell'energia fossile e, forse, a conseguenti smottamenti geo-politici.



Aggiornamento 21-08-2015, le iniezioni di liquidità non fermeranno il ciclo naturale dei mercati.

E il lieto fine per la Grecia c'è stato.
O meglio, il lieto fine per lo status quo e quindi per le banche tedesche.
Notare lo spike mostruoso di 3000 punti del nostro indice, durante i giorni turbolenti del referendum greco, completamente riassorbito nel trend ciclico nei giorni successivi.


È vero che tale riassorbimento è anche sintomo di un eccezionale e memorabile voltafaccia politico, tuttavia il ciclo non doveva chiudere in quel punto.
Probabilmente sta iniziando la chiusura ora, dopo un mese da quell'evento.

Infatti è per questo che sto aggiornando la situazione: il nostro orologione Dow Jones sta assaggiando i supporti che hanno sostenuto l'implacabile e ininterrotta crescita partita nel 2009.
Il canale blu è stato rotto questa notte, il che significa che tenderà ad appoggiarsi al canale rosso, un canale integro fin dal 2009.


Ma il mio sospetto è che il canale rosso non reggerà (probabilmente dopo un rimbalzo) e ci sarà un periodo di passione per i mercati finanziari fino a fine anno (se rimbalzerà, rimandiamo ai primi del 2016).
Certamente i media inizierebbero a parlare di "bolla speculativa che si sgonfia".
Potrebbe essere in chiusura il fatidico ciclo a 6 anni, il quale ha ispirato la stesura di questo lungo articolo nel 2011.

La Cina sta già cadendo come un sasso da alcune settimane (-25% in 4 mesi), malgrado il pesante interventismo della banca centrale.
Ridicoli i titoli dei giornali di oggi, giorno in cui il l'America ha fatto il tonfo perforando il supporto blu, che additano la causa alle "preoccupazioni cinesi". Sono 4 mesi che la Cina cade.
L'Europa, che ha appena fatto sfoggio del suo bel "cannone" Quantitative Easing, crollando dimostrerà che, per quanto si facciano trucchi magici a sostegno, i cicli naturali hanno il loro ritmo inesorabile.

Aggiorno ora la situazione italiana, che sembra avere preso la direzione della ipotesi 2 dell'aggiornamento precedente, che era anche quella che ritenevo più probabile:


Considero quindi partita con oggi la spalla ribassista destra che sarà violenta, con la freccia rossa che seguirà la caduta del Dow Jones e potrebbe arrestarsi intorno ai 18000 punti, per poi ripartire nel 2016 / 2017.
Sarà comunque da tenere d'occhio a quei livelli: il ritorno a 12000 non è affatto improbabile.




Aggiornamento 24-6-2015, domani giorno importante per la Grecia e sembrerebbe esserci un lieto fine...

Eppure ho la sensazione più che netta che stia per arrivare tempesta.
La Grecia sta tirando la corda fino all'ultimo, ma la percezione è che voglia comunque arrivare a un accordo: così i mercati in questi giorni stanno volando "perchè scommettono sul compromesso" tra Grecia e creditori.
Questo è quello che si dice e si crede.
Ma se hai compreso il preambolo iniziale di questo articolo, allora non ti sarà difficile capire anche che i mercati in realtà stanno volando non perchè hanno fiducia in qualche accordo di cui gli importa poco, ma perchè davanti a loro si stanno per aprire praterie luminose e incontaminate di profitto.
Ma sarebbe meglio dire che i due fenomeni, ovvero gli eventi politici e i cicli finanziari in senso strettamente tecnico, procedono coordinati in modo analogico, senza influenze causali (a parte il panico o l'euforia di certi giorni che vengono riassorbiti dal ciclo naturale).
Per questo motivo continuo a tenere sotto osservazione i movimenti finanziari, in modo da provare a prevedere la direzione socio-politica globale.

Allora aggiorniamo la situazione.


I mercati vengono da un periodo di forza, precisamente da inizio 2015, che non si vedeva da tempo.
La ripidità della crescita potrebbe far pensare 2 cose:

-1 si è chiuso un "testa e spalle" rialzista con l'abbattimento della resistenza verde, e in questo modo il mercato italiano sarebbe proiettato sulla freccia verde come minimo a 32000 punti (oggi 23000).
-2 la forza degli scorsi mesi è il sintomo di un'onda 5, quindi è l'ultimo vigoroso colpo di coda prima di soccombere seguendo la freccia rossa.
L'ipotesi 2 integra comunque la 1, nel senso che è scontato che il listino andrà a 32000 punti, ma la questione è che probabilmente non lo farà ora, come alcuni operatori si aspettano, malgrado il bombardamento di liquidità della banca centrale.
La seconda ipotesi è quella che sostengo maggiormente per diversi motivi e i principali sono: il testa e spalle sulla linea verde mi sembra spurio e, per un presentimento su base empirica, mancherebbe ancora la spalla ribassista destra; il ciclo a 6 anni, che mi ha fatto iniziare a scrivere sul tema ormai 4 anni fa, dovrebbe essere non ancora chiuso; lo stocastico segnato nel cerchio rosso è in una posizione pessima.

Ciò non significa che domani crollerà tutto, perchè potrebbe indugiare per un po' di settimane tra la linea rossa e la verde. Quando supererà una delle due, avremo il segnale di quale direzione prenderà.
Allora diciamo che, se l'opzione 2 è la più probabile, qualsiasi cosa succederà domani alla Grecia sarà comunque un pugno nello stomaco a questo sistema, e nei prossimi mesi le tensioni politiche ed economiche seguiranno analogicamente un'acutizzazione progressiva.
Ognuno poi farà i suoi conti personali se la sofferenza del modello neo-liberista coloniale sia una cosa buona o meno per l'evoluzione della società.
A chi se lo aspetta, o a chi spera nel collasso sistemico, dico: non ti agitare e osserva, è troppo presto.
Il ciclo di lungo periodo è solo all'inizio e potrebbe iniziare a incrinarsi, a spanne, solo intorno al 2060.
Ci tocca seguire il ritmo.


Aggiornamento 6-6-2015, il neo-colonialismo del capitale finanziario dominerà il ciclo di Halley?

In questo periodo di bassa volatilità in cui i mercati sono "meditativi" ma sempre ipertonici, in cui i burocrati stanno per far votare un trattato commerciale tra Europa e Stati Uniti profondamente neoliberista (TTIP) con il quale si certifica il dominio delle corporation sugli stati nazionali, in cui Wikileaks fa trapelare informazioni su di un trattato, il TISA, ancora più oscuro e segreto (ormai le decisioni politiche sono prese direttamente dai mercati di capitali senza sfiorare minimamente alcun parlamento),  mi sorge il sospetto che questo nuovo "ciclo di Halley" a trazione finanziaria sarà sempre più controllato da ciò che risulta ormai evidente: il profitto del capitale internazionale guiderà la vita sociale globale di questo secolo.


Aggiornamento 18-4-2015, un pullback per accompagnare a chiusura il ciclo a 6 anni

A maggio 2014 (vedi aggiornamento relativo) tutti i mercati mondiali hanno compiuto coralmente l'ultimo shock addizionale.
La strada sembra spianata per una crescita imperitura.
Tuttavia non posso ignorare il ciclo a 6 anni che ha dato vita a questo lungo articolo il quale, se non è tronco e quindi da considerare già chiuso, dovrà manifestarsi con un rapido crollo nei prossimi mesi, per poi ripartire vertiginosamente al rialzo nel 2016.
È anche vero che le chiusure di ciclo tendono a velocizzare e concentrare gli accadimenti, a volte accorciando i tempi.
In termini di fenomeni analogici, tengo d'occhio il balletto greco che ha sempre più il sapore della farsa e gli equilibri geo-politici facenti capo alla Russia che potrebbero fare da detonatore.


Aggiornamento 11-4-2015, un pensiero sull'espansione monetaria

Se dal 2009 le banche centrali mondiali hanno espanso la base monetaria in modo così drastico, e tutta questa massa è finita largamente a ingigantire i già sproporzionati capitali finanziari, allo stesso tempo, a prova di questo movimento, l'inflazione dei prezzi è rimasta invariata, se non addirittura in deflazione (specialmente in Europa).
Quindi la domanda "perchè l'iniezione massiccia di liquidi non sta facendo alzare i prezzi al consumo?" è banalmente miope perchè, dove ci sono i soldi, i prezzi si stanno alzando eccome, ovvero nei listini finanziari. I quali, vivendo di questo, ne godono e cercano di alimentare lo status quo.
Quando il ciclo dei mercati tornerà a flettere, o per qualche motivo ci sarà la fuga dagli investimenti, cosa faranno i prezzi delle materie prime e al consumo?
Rischiamo di passare da un periodo di deflazione a uno di inflazione insostenibile, esasperando drammaticamente le sacche di povertà?
Non so dire quando, perchè i mercati hanno probabilmente iniziato un ciclo di lungo periodo, ma vedo ben plausibile il rischio di trovarci con soldi che non riusciranno a comprare i beni essenziali.


Aggiornamento 9-4-2015, ecco le rondini ed ecco gli obiettivi raggiunti

La corsa dei mercati azionari europei non si è arrestata e, anzi, ha fatto un balzo di forza toccando, in modo preciso ad inizio primavera, gli obiettivi che ci eravamo dati: area 24000 di MIB.
Il movimento potrebbe essere un'onda 3 di ordine maggiore che proseguirà confermando il doppio minimo, o una 5 che vedremo se vorrà disegnare un grosso testa e spalle rialzista facendo una sosta su questi livelli.


Gli altri mercati europei, in testa quello tedesco, stanno facendo anch'essi numeri impressionanti (DAX +50% in 5 mesi).
Pare proprio che la predazione delle sovranità degli stati nazionali faccia felici i capitali internazionali.
L'euro sta continuando la sua picchiata che gli ha fatto perdere quasi il 40% in pochi mesi e ormai siamo decisamente prossimi all'obiettivo di parità sul dollaro (1,05).


Come previsto a settembre scorso, il Nikkei ha definitivamente fatto il salto con rincorsa.



Che dire del nostro orologione Dow Jones?
Nulla di nuovo: semplicemente siamo in un macro ciclo e, se fosse effettivamente quello di Halley, potrei fare un aggiornamento significativo più o meno tra 60 anni.
Ma lasciamoci sorprendere.


Notare il rimbalzo della forza relativa (grafico inferiore).


Aggiornamento 18-2-2015, doppio gioco per Tsipras?
E se Tsipras stesse in realtà aspettando che sia la UE a fare saltare il banco, e Yanis (finanze) avesse l'asso nella manica MMT?
Se i 4 mesi di aiuti finanziari concessi a fatica dalla UE fossero un modo, per il nuovo governo ellenico, di prendere il tempo necessario per preparare la nuova moneta e l'uscita dalla moneta unica?
Questa è la mia prospettiva da sogno, supportata dal fatto che negli accordi con l'Europa la Grecia si sta trascinando dicendo tutto e il suo contrario.
Forse è un doppio gioco, e lo sapremo nei prossimi mesi.
Se così fosse, la destabilizzazione del continente europeo potrebbe sincronizzarsi analogicamente con il ciclo a 6 anni che chiude in questo 2015.

  Aggiornamento 26-1-2015, petrolio ed euro
La Grecia sta scrutinando, e la sinistra di Tsipras sta vincendo, con alcune promesse elettorali immantenibili.
Giovedì inoltre la BCE ha annunciato 1100 miliardi di QE in poco meno di 2 anni.
Con gioia l'euro sta quindi facendo una galoppata al ribasso da settimane, e siamo oggi a 1.11 sul dollaro, avvicinandoci a una parità che pare ovvia, e forse pure non sufficiente.
In effetti il ritracciamento del 61,8% lo abbiamo bucato in queste ore, trovandosi a 1.12 circa: se non dovesse rimbalzare da questo livello, l' 1:1 su dollaro sarà rapido e piuttosto solido... ma non si esclude 0,82, un supporto attraente.
Il petrolio al 31 dicembre doveva chiudere a 58$, e invece ha chiuso a 53$...così oggi è schiantato fino a 44. Prossimi supporti a 38 circa, 32 e 26.

I mercati europei hanno infilato un paio di settimane da urlo, dove il MIB ha preso ben 2500 punti senza sosta, così oggi si trova a 20500, da dove penso prenderà fiato ritracciando nei prossimi giorni.
Rimango molto ottimista sul nostro mercato, e la cosa mi stride con la presunta chiusura del ciclo a 6 anni nei prossimi mesi (se non è già chiuso).
Non aggiungo altro perchè sto riportando solo fatti senza aggiornare l'analisi ciclica.
In realtà l'obiettivo importante che sto aspettando, penso per la primavera, sono i 24000 di MIB: quando quelli saranno raggiunti, farò un ripasso e verifica dell'analisi e dei nuovi obiettivi.


Aggiornamento 16-12-2014, guerra tra USA e Russia

Oggi la guerra 2.0 la si fa con i fanta-capitali internazionali: niente armi, qualche clic e puoi fare abbassare la saracinesca a uno Stato in poche settimane.
In questi giorni il prezzo del petrolio è schiantato a 54$, e tutti gli esportatori di materie prime sono in crisi, in primis la Russia, con un rublo che ha dimezzato il suo valore.
Stamattina la banca centrale russa ha alzato con un colpo di scena il costo del denaro dal 10,5% al 17%: è la quinta volta consecutiva, ma non è stato sufficiente a bloccare la speculazione.
La Russia rischia ora iperinflazione e un crollo del pil l'anno prossimo. In poche parole vanno a morire di fame.

Con il tracollo del petrolio si avvera parzialmente una previsione che avevo fatto a giugno 2012:
"Anche il Brent sta per rompere i supporti, e senza fare indagini troppo approfondite (a naso, se va sotto i 90$ convinto), non mi sembra fuori luogo parlare di un petrolio che da 100$ di oggi arriverà a ben 30$, udite udite...
Una crisi economica tale che (rispetto a oggi) ci regaleranno la benzina."

La visione era inquadrata nella primissima ipotesi con cui ho aperto questo articolo: "la fine del mondo finanziario nel 2015/2016".
Quindi ritenevo che il prezzo del petrolio fosse un indicatore utile a determinare la tempistica della crisi.
In Europa, 2 anni e mezzo dopo, siamo in effetti in crisi economica profonda, come non si è mai vista prima, il petrolio è effettivamente crollato e vedremo se arriverà a 30$, non ci stanno regalando la benzina ma costa decisamente meno....tuttavia la finanza gode della migliore salute di sempre.
Il mondo finanziario è sui massimi storici, e grazie al mare di liquidità immessa negli anni scorsi dalle banche centrali, sono stato costretto, poche settimane dopo (circa settembre 2012), a ribaltare il punto di vista sulla prospettiva di un macro ciclo che ho chiamato "ciclo di Halley", rimandando la "fine del mondo" al 2080.

Sia chiaro che, individuato il macro ciclo, i cicli minori non spariscono: abbiamo una trazione poderosa verso l'alto grazie ad Halley, ma il ciclo a 6 anni che chiude nel 2015 è sempre lì.
Sicuramente è trattenuto dal ciclo maggiore, ma nel 2015 si farà sentire, al ribasso.

Anche la previsione di un euro vicino alla parità si sta avvicinando, anche se non so dare un obiettivo di tempo.
Per il petrolio, grande protagonista in questi giorni, al 31 dicembre DEVE chiudere a 58$ (oggi 54$). Se chiude sotto quel livello rischia di cadere a 42$ e poi fino a 26$, il che inasprirebbe molto gravemente la guerra tra le fazioni Russia/Cina e USA/Europa.


Aggiornamento 31-10-2014, il Nikkei riprende la rincorsa

Dopo una brusca capocciata contro la resistenza, il Nikkei ha ripreso la rincorsa, e con un +8,5% di future nella sola giornata di oggi ha sfondato, sembra definitivamente, il muro.
Allo stesso tempo anche gli indici americani, dopo un lungo balletto durato un anno intorno alla resistenza di lungo, hanno fatto di nuovo il salto con forza.
Sempre in queste ore, anche l'oro, che pareva essere pronto per confermare un triplo minimo, ha invece ceduto il supporto e si prepara a perdere valore drasticamente.
Gli ingredienti per l'immancabile rally di Natale ci sono tutti.


Aggiornamento 25-09-2014, tutti in piedi per il Nikkei

Tutti in piedi per l'indice Nikkei che sta chiudendo il mese compiendo la sua impresa del secolo:


Ovvero sta per uscire da una stagnazione di decenni.

Indice MIB italiano a 20700 punti, siamo in un setup astrale molto importante, la luna nuova di ieri dovrebbe essere il trampolino per l'obiettivo 24000, che è ancora nel mirino e dovrebbe raggiungerlo, se fa il bravo, per Natale, al limite la prossima primavera.


Aggiornamento 14-05-2014, un anno dopo, pronti allo shock addizionale

È passato un anno e la situazione dei mercati europei, malgrado una crisi devastante dell'economia reale mai vista dal dopo-guerra, è decisamente migliorata in linea con le aspettative dell'ultimo aggiornamento: il MIB in un anno è volato e ha toccato quota 22.200 punti vicino al primo target annunciato a 23.000, stessa sorte per gli altri mercati periferici; record storici assoluti invece per DAX e DOW JONES.
Mentre i tedeschi hanno già forato la resistenza di lungo periodo intorno agli 8500 punti e oggi approcciano i 10.000, il nostro orologione DOW JONES è invece in procinto di affrontare in questi giorni il salto quantico, un probabile shock addizionale che darebbe un'ulteriore piccola conferma alla visione del ciclo di Halley (vedi aggiornamento del 21-04-2013), uscendo ufficialmente dalla congestione di questo decennio.


Malgrado altri listini come S&P e DAX abbiano già compiuto il passo, la rottura della trend line rossa sarebbe un segnale importante.
Ci si potrà comunque e ragionevolmente aspettare in seguito un pull-back, anche fino ai 14.000, che potrebbe corrispondere con la chiusura del famoso ciclo a 6 anni (2015-2016) per il quale ho iniziato a scrivere l'articolo nel 2011.
Più interessante osservare con prospettiva massima la situazione:


Prospettiva sul ciclo di Halley, dove la forza relativa avrebbe sufficiente slancio per portare l'indice a 26.000 punti. È una storia di lunghissimo periodo che ha tempi estremi, ma non si può non considerare questo ciclo maggiore sottostante che rappresenta la frequenza tonica, dominante e predominante, rispetto alle altre "armoniche".

Siccome questo articolo nasce con un'idea malsana ma molto chiara (rispetto ai fenomeni sociali), non posso non toccare l'argomento della crisi europea e il probabile collasso della moneta unica, oggi in una condizione insostenibile di malato terminale.
Come i dati economici e i mercati finanziari esprimono chiaramente, l'unione monetaria in questi 14 anni ha nutrito in modo massiccio l'economia di pochissimi stati europei, a scapito di una schiera che si ritrova sull'orlo della desertificazione economica (malgrado la crescita mondiale generale spinta dalle politiche ultra-espansive delle altre banche centrali, USA e Giappone su tutte).
Ultimamente una certa compensazione sui mercati del sud Europa l'abbiamo vista, ma mi sorge un sospetto: come potrebbero i listini meridionali, in una tale condizione di dissanguamento e austerità, raddoppiare il loro valore come ipotizzato nell'aggiornamento del 28 maggio 2013? (Per il MIB, dopo i 23.000 l'ambizione va all'area 30/33.000, e oltre fino ai 40.000).
1) Non sarà che siamo molto più vicini del prevedibile al collasso dell' Euro? 
2) Un' imminente e contro corrente attivazione di una politica ultra-espansiva da parte della BCE?
3) O semplicemente i mercati festeggeranno la predazione degli stati nazionali e degli ultimi beni pubblici assorbiti nel circuito neo-liberistico coloniale.
In queste settimane siamo comunque in una finestra di setup (anche astrologica) molto importante, e "casualmente" in questa finestra cade il rinnovo del parlamento europeo.
Il nostro orologione DOW ci darà indicazioni molto chiare.


Aggiornamento 28-05-2013, si prospetta il raddoppio in Europa

Mentre l'America, con una volatilità ridicola, toma toma cacchia cacchia macina record quotidianamente insieme a Germania e Francia che si vedono ormai alle spalle il rischio catastrofico, per i paesi del sud Europa è arrivato il momento della vendetta: il rilancio italiano parte da un Mib a 15000 punti (oggi a 17000) con obiettivo minimo a 23000 (ma solo al superamento di 18200 che vedo probabile), ma forse 30000 e più...un bel raddoppio di valore e una pioggia di liquidi recuperati dalla crisi degli anni precedenti.
Insomma dal punto di vista economico è il momento di restare in Italia, a espatriare si rischia di trovare di peggio.


Aggiornamento 16-05-2013, i pessimisti sgomenti e il cetriolo globale

Come spesso accade in un mercato decisamente toro, i pessimisti restano paralizzati a bocca aperta: i principali listini mondiali ormai da giorni hanno superato i massimi storici in modo corale, e non si può così immaginare un epilogo diverso dalla crescita ulteriore nei prossimi mesi/anni. Il nostro fido Dow Jones ce lo aveva anticipato, e lo ringraziamo.
In definitiva, anche questa volta (i banchieri centrali hanno mollato le redini) sono riusciti a rinviare il "cetriolo globale" di guzzantiana memoria a qualcun altro dopo di noi...


Aggiornamento 21-04-2013, partenza del ciclo di Halley di 76 anni

Marzo ha confermato la perforazione della resistenza a 14.200, e anche aprile si sta accingendo a confermarla. I grafici vanno ripresi in considerazione da zero: ci può essere certamente un ciclo a 6 anni (emiciclo solare) che chiuda nel 2015, ma trainato verso l'alto dal ciclo maggiore che, forse per la prima volta nella storia, possiamo provare ad anticipare: quello a 76 anni 1932-2008 (date delle 2 grandi crisi, ampiezza del ciclo della cometa di Halley), che sarebbe quindi teoricamente ripartito con destinazione 2084. Metto in campo questo ciclo, che purtroppo non è così pratico da seguire, ma potrebbe essere lui a influenzare la spinta di fondo...e speriamolo pure a questo punto.
Forza relativa su frame annuale pronta a ripartire (come abbiamo visto ad agosto scorso), decisamente meno pronta quella mensile, che potrebbe rallentare la corsa, in coincidenza con la chiusura del famoso ciclo nel 2015.
Preoccupante il fatto che negli anni 70 la formazione correttiva sia stata ad espansione, cosa che sembrerebbe ripetersi tra il 2000 e oggi, fatto piuttosto improbabile, così da far pensare che l'onda in cui siamo possa essere una B un po' energica e irregolare che ha saputo bucare il massimo da cui è partita A. Ho comunque molte perplessità sul tema, nel caso la C sarebbe un affondo ribassista ma che non saprebbe avvicinare il minimo di C.
Ma visto il ciclo maggiore Halley, questa correzione 2015 ha il sapore di un ritorno improbabile a 10.000, ma non più in basso. Nel grafico qui sotto la linea rossa propone la nuova visione.


è comunque un momento significativo, sufficiente a farmi cambiare il titolo dell'articolo, in coerenza con lo spirito del sito:
da "La fine del mondo come lo conosciamo - primo round 2012-2016"
"Fine del mondo rimandata al 2080, trasformazione sociale mondiale nel XXI secolo senza traumi".


Aggiornamento 14-03-2013, non si dia NIENTE PER SCONTATO: il DOW ha bucato tutto il bucabile, grafici da girare a testa in giù.

Non cincischiamo più: settimana scorsa il Dow Jones ha forato i massimi storici, e da come sono impostati gli oscillatori, con una volatilità così bassa, pare voglia proseguire la corsa in tutta tranquillità.
15.500 pare un obiettivo minimo.
Sono stupito, ma per stare alla realtà dei fatti la finanza ha deciso che, crisi economica mondiale o meno, si dovrà essere comunque più ricchi di denaro virtuale.
Ero talmente scettico su questo epilogo, che i giorni in cui si girava attorno al tetto dei 14.200 sospettavo che un qualche pretesto catastrofico (sisma colossale o addirittura la tanto annunciata guerra atomica tra le Coree) avrebbe ridato coerenza al Dow Jones nella sua funzione di orologio cosmico. In effetti ancora oggi sono nel dubbio di una bull trap storica, per cui attendo la chiusura di marzo, che se dovesse essere sotto i 14.200 potrebbe ancora riportare in auge la teoria escatologica.
Ma a questo punto ritengo più probabile l'inizio di un nuovo corso rialzista di lungo periodo, anche se il 2013, dopo questo guizzo iniziale, dovrebbe chiudere a dicembre tranquillo intorno ai 15.000. I prossimi anni saranno invece esplosivi nella crescita. Questi valori target si basano semplicemente su quel famoso oscillatore di forza relativa secolare che mi metteva il dubbio, nell'agosto scorso, che tutta la teoria di questo blog fosse errata; e con lui, nella posizione odierna, si può pensare solo al decollo dei mercati.
Certo, la visione ciclica è del tutto discordante, poichè vede il 2015-2016 come un anno disastroso.
Ma una cosa è certa: la metà degli strumenti usati per questa previsione sono stati in questi giorni annientati, e vanno ribaltati al contrario.
Mi sto insomma preparando all'autodafè di questo lungo articolo, con commozione, e con la gioia di scardinare una conclusione che era data per acquisita, assodata, scontata.
Ma le regole vanno rielaborate, se non infrante, per guardare il mondo con occhi sempre nuovi.


Aggiornamento annoiato 10-01-2013, ancora a 13.300 punti

Stiamo ancora cincischiando su questi livelli, senza avere avvicinato i 14.200.
Ancora probabile l'inizio del ciclo a ribasso, con dubbio forte sulla forza relativa secolare (in possibile rimbalzo come visto nell'analisi del 6-8-2012), e i mercati europei che mostrano in questo inizio anno di voler fare un 2013 allegro e gioioso.


Aggiornamento 16-09-2012, Attenzione: il Dow ha sfondato il primo baluardo a 13.300
Il Dow non arresta la sua corsa, e se dovesse bucare anche i 14.200 (che è il prossimo obiettivo), allora dovrò ritrattare buona parte della teoria.


Aggiornamento 06-08-2012, maledizione, anticipo sempre :) (aggiornamento abbastanza tecnico)

Come nel caso del rapporto €/$ (anticipai il movimento di un ciclo mensile), ho l'impressione di avere avuto la solita fretta nel voler vedere il movimento ribassista dei mercati americani. Lo sospettavo nel commento di fine giugno, e così è stato: mi ritrovo quindi ora a cercare calma e lucidità, focalizzandomi sui più solidi studi di lungo periodo.
Mentre in europa sono completamente imbizzarriti in oscillazioni da panico, in America i listini stanno per sfiorare in tutta tranquillità i massimi storici di sempre (in valore assoluto).
Il che comunque, per ora, non cambia di una virgola la tesi del collasso. Tutto sta nel superamento o meno in chiusura mensile, da parte del Dow Jones, dei 13.300 punti. In questo caso la salita potrebbe accelerare trovando l'ultimo ostacolo a 14200 (livelli che già citavo a inizio anno, quindi niente di nuovo), che sarebbe una prima forte smentita all'idea di fondo. Se e quando avverrà, dovrò rifare un po' di conti...

Ma rimaniamo al qui e ora:
- l'indice di forza relativa è in divergenza negativa, significa che i prezzi salgono ma perdono forza e dissimulano la voglia di scendere.
- ci avviciniamo a quelle due forti resistenze citate sopra
- finchè non verranno superate le resistenze, ci troviamo in onda 2 di Elliott (che spesso pareggia onda 1)
- ci sono un paio di cicli (un annuale e uno di circa 15 mesi) che sono in contrasto uno sull'altro, e in questo momento l'annuale è preponderante e in crescita. Il 15 mesi si farà sicuramente sentire al ribasso a gennaio 2013.
forza relativa di lungo periodo
verso il rimbalzo?
- una nota stonata che devo segnalare e su cui ho messo l'attenzione quasi per caso: la forza relativa del Dow su un frame gigante (annuale dal 1920 a oggi) è su livelli da rimbalzo, ovvero sarebbe in prossimità di minimi. Nel momento in cui minimi nei prezzi qui non ne vediamo, significherebbe 2 cose: o rimaniamo laterali per diversi mesi in preparazione di una lunghissima e forte crescita, oppure buchiamo il supporto della forza relativa e sprofondiamo nell'ignoto. Su frame così grandi i tempi sono molto lenti, quindi sono movimenti che vedremo in anni e ha forse poco senso parlarne adesso.
Ma anche se sembrerebbe rimbalzare tra qui e il 2013, c'è una cosa curiosa che, insieme ad altre, mi fa rimanere dell'idea che si bucheranno i supporti: se il ciclo dei prezzi di 42 anni chiude nel 2016, anche l'ipotetico ciclo sull'RSI di 37 anni chiude nel 2016 (1942-1979 / 1979-2016) !

L'€/$ ha toccato 1.20 e ora è in fase di rimbalzo a 1.23, rimango in attesa della parità 1:1 (a spanne tanto per dare un ordine di grandezza: fine 2014).


Aggiornamento 28-06-2012, Dio scrive dritto con linee storte, ecco la linea dritta.

Riassunto senza tecnicismi: tutti i giorni ci dicono che i mercati affondano, il giorno dopo ci dicono che volano, poi ancora affondano, e ci dicono che dipende da quello che annuncia un politico importante, dai dati macroeconomici, dalle elezioni nazionali greche o francesi... PALLE, menzogne colossali che i giornalisti usano (spesso in buona fede) tanto per giustificare movimenti speculativi, o comunque movimenti di prezzo naturali, necessari e non contingenti a fatti... altrimenti, se i movimenti fossero legati a eventi imprevedibili, non avrei potuto sapere a novembre scorso che oggi ci saremmo trovati in questa situazione.
Dio continua a scrivere dritto, ma noi guardiamo solo le linee storte, che ci confondono meglio le idee.

Allora cosa sta realmente accadendo? I mercati stanno brutalmente cadendo, in Europa in particolare, anche se si sono presi una pausa di riposo nelle settimane passate. Siamo quindi in quel periodo cruciale, tanto notevole, che mi ha fatto iniziare a tenere sott'occhio le cose, un periodo che scrive le sorti dei prossimi anni.
Ogni giorno che passa abbiamo nuove conferme, anche se accade spesso che le "linee storte" rischiano di depistarmi nella visione generale. Scrivere in questo sito mi aiuta a tenere traccia e a mantenermi solido nella premessa.

Oggi è in atto quello che viene ritenuto il summit europeo più importante per il salvataggio dell'€; gli si mette tanta enfasi, ma qualsiasi cosa ne venga fuori, non cambierà le sorti di un crollo già annunciato.
Monti dice che lavorerà fino a domenica per produrre un'intesa che lunedì faccia aprire i mercati allegri, e io gli credo, credo che in realtà faccia tutto in buona fede, ma il suo problema è che il suo cervello lavora sui parametri di un sistema che non funziona, perchè gli è stato insegnato così. Allora tutto quello che deciderà, non farà che accompagnare, volente o nolente, il destino dell'Europa di questo secolo.

ANALISI
Il solstizio ha fatto il suo dovere di "swing", ovvero ha girato il sentiment.
Il 21 giugno, precisamente, il mercato ha reimboccato la strada maestra in giù, e suppongo che ormai quei livelli non li vedremo più.
Qui l'immagine dell'inversione nel giorno del solstizio, e il cerchio in basso è invece l'altro swing di inizio giugno (che in realtà avevo previsto una settimana prima, ma con i tempi non riesco a essere precisissimo, e la cosa mi infastidisce parecchio)

grafico orario (ogni candela è un'ora)

Ora, fino a una settimana fa gli investitori si gongolavano per le potenzialità rialziste che si prospettavano, ma coerentemente il mercato li sta deludendo, e se nei prossimi giorni farà come penso, il segnale di affondo dato a fine maggio troverà conferma e attuazione in un crollo con alta volatilità nel mese di luglio.
Dico "se" perchè purtroppo ho il vizio di anticipare i fatti, spesso anticipando di troppo, mentre la vera conferma non la abbiamo ancora avuta, anche se sappiamo, dagli studi precedenti a più ampio respiro, che non c'è scampo.
Quindi rivediamo gli studi a più ampio respiro (il che significa in ottica temporale di mesi/anni) e rendiamo tutto anche più comprensibile: tracciamo la linea retta sulla quale Dio ricama con linee storte.


grafico settimanale (ogni candela è una settimana)

Tralasciando il groviglio di linee di questo grafico, ho evidenziato in rosso la riga che avevo tracciato a fine anno scorso che approssima il movimento delle settimane passate e di quelle future.
È interessante notare come i prezzi abbiano seguito questa traccia danzandogli attorno (da confrontare con i grafici degli aggiornamenti passati).
Il livello minimo previsto è quello della crisi del 2008, quindi un mercato (americano, il capo incontrastato della finanza) che varrà la metà di oggi.
Prima tappa di questo viaggio i 9000 punti di Dow Jones da raggiungere a fine anno, rimbalzone, e poi ripartenza per i 6000 da toccare i primi mesi del 2014 (esagero in precisione e sbaglierò: fine marzo 2014).
Ma dopo si andrà molto più giù.
L' € ha seguito i mercati facendo un bel rimbalzone a giugno da 1.23 contro $ a 1.27, ora ritornato a 1.24 e pronto a bucare gli 1.20. Anche lui non ha scampo, arriverà alla parità, se non collasserà del tutto.
Il petrolio non lo seguo assiduamente, ma il fatto che punti ad andare sotto i 30$ dai 100 su cui è ora, fa pensare 2 possibilità:
- in qualche mese la tecnologia fotovoltaica rimpiazzerà pesantemente quella a idrocarburi (CREDICI!)
- la recessione economica mondiale sarà evidente e pesantissima.


Aggiornamento 19-06-2012, aggiorno solo perchè sono a un livello di adrenalina estremo.

Succedono cose storiche, e questa settimana di fine primavera è una finestra temporale che molto probabilmente lascerà un segno, un solco, anzi: Il Solco.
I mercati hanno spinto forte in queste settimane, rispettando in definitiva quell'ultimo ciclo che mi aspettavo a giugno e che ho tentato di snobbare a fine maggio. E invece ha dato il suo grosso contributo, e oggi siamo su livelli che pongono l'interrogativo più grosso tra gli investitori: domani ci alziamo dal letto per confermare una crescita continua e costante nei secoli dei secoli, o inizia la decrescita e allora si salvi chi può?
Certo è che quando a novembre 2011 e poi a febbraio dicevo: si salirà per tutta la primavera, sinceramente non pensavo a una precisione da solstizio.
Ma aspettiamo di vedere l'evoluzione, soprattutto dopodomani, solstizio di primavera.


Aggiornamento 01-06-2012, gli americani hanno confermato oggi che non hanno voglia di aspettare, è ufficiale: giugno è il mese in cui tutto cominciò.



Il future sul Dow ha rotto tutti i supporti e senza possibilità di revoca ha deciso di precipitare scegliendo proprio il primo giorno del mese fatidico.
Nelle prossime ore un piccolo rimbalzino di imbarazzo, ma poi non avrà indugi.
€ precipitato a 1.23 , ha ancora margine fino a 1.22 prima di prendere un po' di fiato.
Anche il Brent sta per rompere i supporti, e senza fare indagini troppo approfondite (a naso se va sotto i 90$ convinto), non mi sembra fuori luogo parlare di un petrolio che da 100$ di oggi arriverà a ben 30$, udite udite...
Una crisi economica tale che (rispetto a oggi) ci regaleranno la benzina.



Aggiornamento 30-05-2012, giugno plumbeo si fa sentire, l'Euro ha dichiarato sui grafici il suo suicidio: è questo il momento di allacciare le cinture.

Ci eravamo lasciati con un setup astrale importante, e questo ha generato l'atteso rimbalzo dei mercati, altrettanto importante di questi tempi: lo vediamo nel grafico


Anche se mi aspetterei un proseguimento del rimbalzo fino a giugno inoltrato, la debolezza europea è molto alta, soprattutto la debolezza dell'euro che nell'istante in cui scrivo ha dichiarato la sua morte rompendo il supporto a 2.45 con il dollaro, ritenuto un livello di chiusura posizioni da parte di grandi investitori. Anche se fosse un livello venduto come importante dai media tanto per fare abboccare gli allocchi (per questo le news finanziare le evito come la peste), l'euro è effettivamente messo molto male.


 Così com'è su frame mensile, € aspira alla parità su $ in tempi relativamente brevi (-30%)
Allora ci siamo: l'€ in caduta libera (e ha già perso parecchio), borse che stanno esaurendo la benzina e probabilmente hanno già chiuso un ABC di Elliott (me lo aspettavo, come dicevo, a giugno iniziato, e allora per essere coerenti potremmo essere all'inizio di una B, con un successivo e ultimo rialzo fino a metà giugno, ma vedremo).
Come ho già scritto, questi sono i movimenti di una catastrofe annunciata per le prossime settimane, e ritengo potranno esserci eventi di altra natura che accompagneranno il processo (quel punto di vista balordo in più di NientePerScontato).
Vista in quest'ottica non temo molto il default della Grecia, che per lei sarebbe solo un bene ed è anche piuttosto scontato da tutti, ma temo di più la questione iraniana e i fenomeni naturali che qui da noi stanno proponendo situazioni che di proporzioni simili si sono verificate come minimo 5 secoli fa.
Ma questo chi lo sa, sono fantasie, ma continuiamo a seguire il processo, che purtroppo è proprio all'inizio.


Aggiornamento 20-05-2012, setup astrologico importante e cambio del titolo di questo articolo.

Aggiornamenti frequenti di questi tempi... prevedo di aggiornare più spesso questo articolo perchè siamo in quel momento cruciale che sta scrivendo il destino dei prossimi anni, e probabilmente più oltre.
Così in questo importante giorno vorrei chiarire la base teoretica che fonda alcune presunte e possibili assurdità di questo sito:

Tutti i fenomeni sono concatenati non da leggi di causa ed effetto, ma si muovono analogicamente e autonomamente su diversi piani di esistenza. 
Proprio su questo sito ho già spesso trattato l'argomento.

Questa weltanschauung restituisce molta dignità agli aruspici, agli astrologi, a chi legge il mondo guardando dentro piccole cose.
Allora se qui parlo di mercati finanziari non è perchè io lo faccia di mestiere o perchè abbia intenzione di mantenere un blog su borsa ed economia, piuttosto perchè questi sono un indicatore molto dettagliato e analitico che mi permette di estrarre una visione sul futuro che si ripercuote ad ogni livello di esistenza.

In questa settimana i mercati stanno scrivendo la "e" di una parola: Apocalisse.
Se così non fosse non perderei tempo a scrivere tanto. è vero che l'istinto di conservazione degli investitori in passato ha fatto sì che in questi momenti terribili ci fossero violenti recuperi inaspettati, ma la situazione oggi mi sembra molto diversa, e ogni giorno che passa mi regala nuovo materiale a conferma dell'ipotesi.
Così, se l'economia farà questa fine, dove pensiamo possa finire anche l'equilibrio sociale? E poichè parliamo in termini di scienza analogica, possiamo immaginare che stia finalmente chiudendo un grande ciclo nella coscienza umana, per prepararsi a un salto superiore? E cosa dire rispetto all'organismo Terra e alle diffuse idee di un prossimo impetuoso aumento della sua vibrazione energetica?

Cosa succede domani 21 maggio 2012: un setup astrologico con una magnitudine eccezionale, tra le altre cose luna nuova con eclissi solare, mette un paletto importantissimo nella linea del tempo.
In termini di evoluzione dei mercati non si può conoscere a priori la direzionalità e la qualità di questi setup temporali: si sa solo che è un punto notevole, che sia di svolta o di piena conferma, nel quale tenere alta l'attenzione.
Il mio orologione Dow Jones sembra piuttosto deciso a saltare a piè pari il rimbalzo che ho previsto nel precedente aggiornamento, ma i primi giorni della prossima settimana ci daranno il verdetto.

Quale sarà l'evento che sospingerà (o meglio, analogicamente, accompagnerà) i mercati a tanto abisso non è dato sapere, più passa il tempo più si possono fare ipotesi verosimili.
Vero è che il periodo di Giugno preso a riferimento nelle previsioni precedenti coincide con la possibile uscita dall'€ della Grecia, così potrei certamente scommettere che ciò accadrà, ma è anche vero che l'eventualità i mercati la stanno già scontando.
Allora un tale sconvolgimento nei prossimi mesi non è detto si basi su soli fattori economici, ma potrebbero essere scatenanti fattori sociali o fenomeni naturali.
Da oggi il titolo di questo articolo perde la sua connotazione economica.


Proposta catastrofica per gli amanti del fare soldi con i soldi (titolo originale del 9-11-2011)

Aggiornamento 12-05-2012, mercati finanziari al capolinea, siete pregati di scendere.

Riassunto senza tecnicismi noiosi: l'orologione Dow Jones ha segnato l'ora definitiva!
Assisteremo a un rimbalzo nei prossimi giorni/settimane, ma poi partirà il trend ribassista catastrofico che aspettavamo da quando ho iniziato a scrivere questo articolo. Per come la vedo io, giugno 2012: inizia la fine del mondo come lo conosciamo.
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La precedente visione su €/$ ha centrato il bersaglio in ritardo di un ciclo mensile, così il tuffo nell'acqua blu l'€ l'ha fatto con qualche indugio, come chi mette il piede per sentire se l'acqua è fredda. In questi giorni ha comunque rotto il supporto a 1.30 e ora è a 1.29, con una forte attrazione per area 1.20.

Ma il discorso si fa interessante per i mercati finanziari, perchè il mio fido orologione Dow Jones ha segnato l'ora definitiva!! Ovvero ci siamo, scatta il punto 4 dell'analisi di novembre 2011:
- "4 - inizia la discesa a maggio e sarà violenta fino a metà novembre 2012".
E se profezia deve essere, lo vedremo nelle prossime settimane:  l'idea del 2011 era di un testa-spalle (come da immagine di copertina dell'articolo), ma oggi sono meno convinto di questa figura a causa di una lunga onda (ottobre 2011-marzo 2012) che è andata a toccare quei 13.400 punti che avevo preso a obiettivo negli aggiornamenti precedenti. Considero comunque questo livello come la chiusura di un'onda B di Elliott, con partenza di onda C impulsiva ribassista che sta scaldando i motori e che sarà quella che porterà l'indice come prima fase a 6000 punti, meno della metà di oggi. è vero che potrebbe anche ritestare i 14.200 (e ne dubito), ma per tenere in piedi questa mia visione non li dovrà superare. Se succederà, si rifarà un'analisi da zero.

Tutti i cicli di breve e lungo periodo sono virati al ribasso, meno uno che virerà a giugno, così mi aspetto nei prossimi giorni/settimane un rimbalzo che sarà l'ultimo prima del tuffo impulsivo definitivo, e se sarà impulsivo ce ne accorgeremo anche solo guardando i telegiornali.
La linea rossa che ho tracciato a spanne a fine 2011 è stata finora ricalcata pedissequamente dall'indice, che in questi giorni si sta preparando a seguirla nella sua svolta al ribasso (previo rimbalzo).

Tutti i cicli svoltano al ribasso - grafico a frame 9 giorni

E gli indici in Europa? Mentre quelli americani sono sui massimi storici, quelli dell'Europa meridionale sono già affondati parecchio, ma quando si accorgeranno che anche l'America non avrà più sostegno tecnico, tutti gli indici europei e mondiali sapranno fare molto ma molto peggio di quello che hanno fatto fino adesso.
Il quadro politico e i farabutti che decidono della vita dei popoli europei saranno la causa storica e la giustificazione del collasso a cui assisteremo, ma questo collasso con o senza di loro è già scritto.



Aggiornamento 06-03-2012, l' € pronto a lanciarsi a capofitto

L' € inizia oggi (anzi prosegue con rinnovata energia) il suo tuffo dove l'acqua è più blu.
Primo obiettivo 1.27 contro $, la data probabile è la luna piena di venerdì 6 aprile.
Ma siccome non gli rimane molto tempo ciclico per il secondo obiettivo, le cose potrebbero precipitare e toccare con un gran tonfo gli 1.13 nel mezzo dell'estate. Insomma ci avviciniamo alla parità.

Dal punto di vista del Dow Jones (e mercati azionari), sta facendo una gran fatica a restare aggrappato col fiatone ai 13.000 punti, quindi dovrebbe a breve, come detto a febbraio, iniziare a riposarsi dalla corsa degli scorsi mesi (la luna di domani potrebbe essere un buon punto di svolta in negativo), per poi attaccare i 13.400 punti dove dovrebbe fermarsi definitivamente.
Il modello sarebbe ancora valido nel caso raggiungesse i 14.200, ma sarebbe tutto da rivedere se li superasse con forza.
Insomma, questi sono i riferimenti da tenere d'occhio mentre ci avviciniamo al momento della verità, e più ci avviciniamo più saremo precisi.



Aggiornamento 14-02-2012, festa degli innamorati dei soldi facili col paraocchi e il morso in bocca

Siamo a ridosso di una resistenza, la linea blu a 12.900 punti. Contemporaneamente il ciclo più piccolo bianco ha iniziato a ripiegare verso il basso a fine gennaio, ma questo non basterà a fermare la salita dei mercati. Si annunciano disastri, stati in fallimento, disoccupazione stellare, downgrade delle agenzie di rating? Poco importa, fino a fine mese si sale, forse un po' meno decisi, ma si sale.
E si salirà per tutta la primavera, con una flessione di "riposo" per scaricare la forza relativa che avverrà probabilmente tra fine febbraio e metà marzo.
La rottura della resistenza innescherà una immediata euforia, che porterà l'indice Dow Jones a 13.400 punti prima (forte resistenza), e se mai riuscisse a superarli a 14.200.
A quel punto saremo a inizio estate, e come scritto a novembre, sarà il caso di cominciare ad allacciare le cinture di sicurezza.




Aggiornamento 20-01-2012

Su un frame temporale molto largo (1979-2012) vediamo come la presunta ripresa di fiducia di questi giorni aiuterà in primavera i mercati internazionali a salire. Per dare una mano all'immaginazione, ho eliminato molte delle linee confuse nei grafici precedenti, e nel grafico qui sotto ho tracciato grossolanamente la linea rossa che approssima il movimento del Dow Jones nei prossimi mesi/anni, seguendo la traccia dei punti dall'1 al 7 della previsione.
Il livello rosso orizzontale di 3500 punti dovrebbe essere raggiunto nel 2016, livelli di mercato degli anni '90.
Non voglio fare scommesse e ho paura a immaginare quale evento storico potrà generare l'inversione di questa primavera/estate.
(Da precisare che i TOP - picchi in alto - non sono mai precisi come i BOTTOM, quindi è plausibile che l'inizio di inversione sia morbida a metà 2012, catastrofica e rapida solo dopo alcuni mesi non prevedibili)



















Aggiornamento 15-01-2012

Malgrado il clima di incertezza, il mercato americano continua a salire e prosegue come previsto al punto 2, ovvero rally di Natale fino a fine gennaio/primi di febbraio 2012: il ciclo preso in considerazione è quello bianco, che quindi vedrà l'apice dove indicato dalla freccia rossa (link qui sotto), ma sempre in un ciclo più ampio di crescita, come previsto nel punto 3 del commento precedente.







ATTENZIONE
modifica 17 nov. 2011 - la visione riportata in questo articolo il 9 novembre viene rimpiazzata in toto dall'analisi fatta nel commento a fine articolo.
Per completezza lo riporto subito qui sotto, corredato di immagini di riferimento, e da ora proseguirò gli aggiornamenti direttamente all'interno dell'articolo:



Aggiornamento 17 novembre 2011

Ho fatto un'analisi ciclica più precisa, e devo sicuramente cambiare i tempi di questo movimento, molto più rapido della precedente previsione, e con una probabilità molto più alta verso l'opzione catastrofica:
oggi 17 novembre 2011

1 - lateralità dei mercati fino a fine mese
2 - rally di Natale con proseguimento fino ai primi di febbraio 2012
3 - qualche indugio ma poi primavera positiva con doppio massimo a fine aprile (ultima fermata, scendere tutti)
4 - inizia la discesa a maggio e sarà violenta fino a metà novembre 2012
5 - periodo di incertezza fino a giugno 2013
6 - catastrofe fino a gennaio 2014
7 - catastrofe finale tra fine 2014 e primo/secondo quarto 2015, con i probabili obiettivi citati nell'articolo del 9 novembre







Articolo originale 9 novembre 2011


Premesso che non è l'unica visione che ho in mente e che questa è ben la peggiore, ciò nonostante non la ritengo tanto improbabile, anche se i momenti di panico pilotati per rastrellare a basso costo ci sono già stati in passato e si ripetono in continuazione.
E premesso anche che ho una fiducia totale nei cicli naturali e nel loro movimento sensato, fiducia ben superiore alle allucinazioni delle crisi politiche o della comunicazione mediatica che è 99% emotiva, allora quello che succede nei giornali non lo considero proprio, anche dovesse fallire l'Euro domani.

Allora tu, che ti piace giocare con i soldi e ti ecciti quando pensi che si moltiplicano senza fare niente, immagina una situazione come quella che ti prospetto nel grafico secondo le divine leggi di mercato :

- Dow Jones, ritorno rapido a 10.000 punti (2012, primavera? se ci arriva prima stiamo sull'attenti), rimbalzo allegro fino inizio 2013, crisi finanziara devastante con ritorno e perforazione dei 10.000, schianto sotto i 7.000 (fine 2013).
Siccome dovrebbe essere un'onda impulsiva, il movimento potrebbe senza sorpresa avere tempi rapidissimi e shockanti trainati dal panico...
Qui si è disegnata la più bella e chiara configurazione grafica, il testa-spalle: per il fatto che 7.000 è anche potenzialmente un triplo minimo potrebbe anche resistere, ma la sua perforazione porta dritto a 3.500 nel 2020 (a spannissime, ma ricordo che oggi vale 12.000!).
Sì sì, "i mercati crescono sempre nel lungo periodo" dice il fondo di investimento a cui dai i tuoi soldi.
Dipende quanto pensi di vivere, e dipende se chi fa il gioco rispetta le regole o se le inventa di sana pianta.

L'altra visione positiva è che invece siamo in una gigante fase di lateralità, dove potremmo nel 2015 anche puntare quasi ai 20.000 punti, ma allora terrei d'occhio area 10.000 quando la toccheremo, perchè potrebbe essere lo spartiacque.
Certo in quel caso mi chiederei il senso della crescita, perchè è chiaro che l'economia reale non c'è, negli ultimi anni siamo cresciuti su un'economia di servizi che non produce niente se non comunicazione, e la produzione agricola è in contrazione.

Chiedo interscambio di opinioni tecniche

Ma detto tutto questo, perchè vuoi giocare con la tua vita? Non è meglio che quel poco che guadagni lo usi per essere felice con la tua famiglia e i tuoi amici, piuttosto che passare il tempo in angoscia perchè sei tutti i giorni sull'ottovolante emotivo? Che poi ti ammali pure.
Vogliamo fare una banca no-profit che serve a prestare soldi a costo 0 a progetti reali di evoluzione sociale? Tutti mettono i propri soldi e a chi servono li prende e produce qualcosa nella sua città. Per esempio la banca JAK.
Ci stai? Pronti via?

Quando si perde di vista il fine e si sostituisce con il mezzo, è sempre un disastro...

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2 Responses so far.

  1. Ho fatto un'analisi ciclica più precisa, e devo sicuramente cambiare i tempi di questo movimento, molto più rapido della precedente previsione, e con una probabilità molto più alta verso l'opzione catastrofica:
    oggi 17 novembre 2011

    - lateralità dei mercati fino a fine mese
    - rally di Natale con proseguimento fino ai primi di febbraio 2012
    - qualche indugio ma poi primavera positiva con doppio massimo a fine aprile (ultima fermata, scendere tutti)
    - inizia la discesa a maggio e sarà violenta fino a metà novembre 2012
    - periodo di incertezza fino a giugno 2013
    - catastrofe fino a gennaio 2014
    - catastrofe finale tra fine 2014 e primo/secondo quarto 2015, con i probabili obiettivi sopra citati

  2. Aggiornamento 15-01-2012

    Malgrado il clima di incertezza, il mercato americano continua a salire e prosegue come previsto al punto 2, ovvero rally di Natale fino a fine gennaio/primi di febbraio 2012: il ciclo preso in considerazione è quello bianco, che quindi vedrà l'apice dove indicato dalla freccia rossa (link qui sotto), ma sempre in un ciclo più ampio di crescita, come previsto nel punto 3 del commento precedente.

    Qui il grafico aggiornato https://lh6.googleusercontent.com/-FLroMcmlCkw/TxNS2KNiZXI/AAAAAAAAIpM/h5GE4lvCook/s1152/DowJones_15-01-2012.jpg

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